Asdrubale e Gneo Scipione si fronteggiano in Spagna
versione greco Polibio traduzione libro
phronemata pagina 45 numero 37

tὰ μὲν οὖν κατὰ τὴν Ἰταλίαν τοιαύτην εἶχε τὴν διάθεσιν. κατὰ δὲ τοὺς αὐτοὺς καιροὺς ταῖς προειρημέναις πράξεσιν Ἀσδρούβας ὁ τεταγμένος ἐπὶ τῆς Ἰβηρίας στρατηγὸς κατηρτικὼς ἐν τῇ παραχειμασίᾳ τὰς ὑπὸ τἀδελφοῦ καταλειφθείσας τριάκοντα ναῦς καὶ δέκα προσπεπληρωκὼς ἄλλας, ἀρχομένης τῆς θερείας ἀνήχθη τετταράκοντα ναυσὶ καταφράκτοις ἐκ Καινῆς πόλεως, προχειρισάμενος Ἀμίλκαν τοῦ στόλου ναύαρχον. ἅμα δὲ καὶ τὴν πεζὴν ἐκ τῆς παραχειμασίας ἡθροικὼς δύναμιν ἀνέζευξε· καὶ ταῖς μὲν ναυσὶ παρὰ τὴν χέρσον ἐποιεῖτο τὸν πλοῦν, τοῖς δὲ πεζοῖς τὴν πορείαν παρὰ τὸν αἰγιαλόν, σπεύδων ἀμφοτέραις ἅμα ταῖς δυνάμεσι καταζεῦξαι πρὸς τὸν Ἴβηρα ποταμόν. Γνάιος δὲ τὰς ἐπιβολὰς συλλογιζόμενος τῶν Καρχηδονίων τὸ μὲν πρῶτον ἐπεβάλετο κατὰ γῆν καὶ κατὰ θάλατταν ἐκ τῆς παραχειμασίας ποιεῖσθαι τὴν ἀπάντησιν. ἀκούων δὲ τὸ πλῆθος τῶν δυνάμεων καὶ τὸ μέγεθος τῆς παρασκευῆς τὸ μὲν κατὰ γῆν ἀπαντᾶν ἀπεδοκίμασε, συμπληρώσας δὲ πέντε καὶ τριάκοντα ναῦς καὶ λαβὼν ἐκ τοῦ πεζικοῦ στρατεύματος τοὺς ἐπιτηδειοτάτους ἄνδρας πρὸς τὴν ἐπιβατικὴν χρείαν ἀνήχθη καὶ κατῆρε δευτεραῖος ἐκ Ταρράκωνος εἰς τοὺς περὶ τὸν Ἴβηρα ποταμὸν τόπους.

Traduzione numero 1

Tale era la situazione in Italia. Contemporaneamente agli avvenimenti narrati, Asdrubale, il comandante preposto alla Spagna, equipaggiate, durante l'inverno, le trenta navi lasciategli dal fratello e armatene dieci altre, al principio dell'estate salpò con quaranta navi coperte da Cartagena, avendo affidato ad Amilcare il comando della flotta. Riunì nello stesso tempo la fanteria distribuita nei quartieri d'inverno e si mise in marcia, facendo procedere le navi presso la costa e marciare la fanteria lungo il litorale, con il disegno di accamparsi con le forze di terra e di mare presso la foce dell'Ebro. Gneo, considerando le mosse dei Cartaginesi, in un primo tempo pensò di muovere loro incontro per terra e per mare dall'accampamento invernale. Quando però fu informato della quantità delle forze nemiche e della vastità dei loro preparativi, rinunciò ad affrontarli per terra, ma, equipaggiate trentacinque navi e presi dall'esercito di fanteria gli uomini più adatti come truppa d'imbarco, salpò da Tarragona e il secondo giorno approdò alla foce dell'Ebro.

traduzione numero 2

Questo era lo stato delle cose in Italia. Nella Spagna in quel tempo stesso Asdrubale che comandava come capitano equipaggiate in inverno trenta navi che aveva ricevute dal fratello, e altre dieci che vi aggiunse con la ciurma all'inizio dell'estate con un'armata di quaranta navi alla quale aveva posto Amilcare per comandarla, partì dalla nuova Cartagine. Richiamò insieme dai quartieri d'inverno le truppe di terra, e così viaggiando guidava le navi presso al lido, e l'esercito di terra sulla spiaggia, con l'intenzione di unire le une e l'altre truppe in vicinanza del fiume Ebro. Gneo Scipione avendo capito il disegno dei Cartaginesi, aveva per prima cosa stabilito di andare per terra dai quartieri d'inverno contro il nemico: ma avendo sentito per fama la moltitudine delle truppe nemiche, e l'apparecchio di guerra, cambiato parere sull'andare ad incontrarle per terra fornì una armata di trentacinque navi con rematori, e scelti i più gagliardi e valorosi dell'esercito ed anche i più abili a servire nell'armata, avviatosi contro il nemico, giunse in due giorni ai luoghi vicino alle bocche del fiume Iberia