Il greco di Campanini Pagina 352 numero 110

Οτε δε εξεισι βασιλευς επι θηραν, εξαγει την ημισειαν της φυλακης, ποιει δε τουτο πολλακις του μηνος. Εχειν ... εν τη θηρα απεστι των εν πολεμω παροντων. (versione greco da Senofonte)

Quando il re, esce a caccia porta fuori metà della guarnigione, fa questo ogni mese. Bisogna che coloro che escono (a caccia) abbiano archi e vicino la faretra, una scimitarra nel fodero o un pugnale e uno scudo e due giavellotti per poter lanciare, qualora sia necessario farne uso dalla mano. Per questo motivo hanno cura della caccia pubblicamente ed il re è per loro il comandante come in una guerra ed egli stesso partecipa alla caccia e si preoccupa affinché tutti caccino perché a loro questo sembra un efficace allenamento alla guerra. Ed infatti ci si abitua a svegliarsi al mattino (πρῴ) a sopportare la sorte ed il caldo, fanno esercizio alle marce e alle corse è necessario anche colpire con l'arco l'animale e colpirlo. Ed è necessario spesso provocare la sorte qualora l'animale forte si opponga. Bisogna infatti anche colpire in modo certo quella mentre viene incontro, bisogna stare attenti ad assalirla; così non è facile nella caccia trovare che cosa sia assente nelle situazioni di guerra.